 da una Omelia del Servo di Dio Guglielmo Giaquinta, Vescovo e Fondatore del Movimento Pro Sanctitate
Il Cuore Immacolato di Maria della Fiducia
Perché la preferenza per il Cuore Immacolato di Maria della Fiducia e non semplicemente per la Fiducia? Parliamo di Fiducia e cerchiamo di vedere il motivo per cui dobbiamo avere fiducia nella Madonna. In genere quando parlo della Madonna della Fiducia, accenno ai motivi per cui noi ci rifugiamo in lei, ma non al motivo per cui la Madonna crea questo rapporto di fiducia con noi.
E partiamo da quella grande realtà che è l’essere noi figli. Il primo aspetto, forse il più dolce, il più carezzevole, è l’amore di tenerezza, che è il meno visibile ma anche il più profondo e il più sentito. Quando una donna comincia a sentire, a percepire i palpiti della sua creatura in se stessa, tra lei e il figlio viene a crearsi un rapporto indicibile, come tra due creature che si comprendono, anche se la mamma sa che il suo bambino non può ancora comprenderla tutta la sua tenerezza di donna e di mamma si riversa con abbondanza, con totalità su di lui. Credo che questo si sia verificato nei rapporti così profondi tra 1a Madonna e Gesù, con la differenza che Gesù era in grado di comprendere e di corrispondere a questo amore di tenerezza verso di Lui.
Applichiamo questo a noi, pensiamo all’amore di tenerezza di Maria per ciascuno di noi. Sapere che abbiamo una mamma che ci ama teneramente può darci un senso profondo di gioia, di serenità, di abbandono.
Viene poi il momento in cui quel fiore germina, la creatura nasce, e incomincia un secondo periodo che potremmo chiamare il periodo della cura: la mamma ha cura del suo figlio perché 1o sa piccolo, inerme, esposto al pericolo. E questo certamente è successo nel rapporto di Maria con Gesù e anche con noi.
Di qui il senso della fiducia in Maria che si cura di noi, che ci segue momento per momento.
Finché piano piano il bambino cresce e non ha più bisogno della mamma. Caratteristico a questo proposito è l’episodio dello smarrimento di Gesù: a 12 anni egli si mostra indipendente da Maria, lascia lei e Giuseppe soli, rimane nel tempio. E quando la Madonna in qualche modo, giustamente, si lamenta, risponde: ‘Perché mi cercavate, non sapevate che io devo occuparmi delle cose del Padre mio?’. Abbiamo qui un distacco. E la Madonna? La Madonna, come del resto ogni mamma, rispetta quella creatura che inizia la sua vita, la sua strada, il suo domani, la sua storia.
Così con noi: non c’è dubbio che la Madonna ci sta accanto come mamma, però ci rispetta, perché vuole che acquistiamo la nostra piena personalità nel regno di Dio, che facciamo con l’aiuto del Signore le nostre scelte. Ha per noi il senso del rispetto, un amore rispettoso, che non sempre le mamme hanno nei confronti dei figli.
Il figlio poi diventa grande, diventa uomo, forse si afferma nella vita... l’amore della mamma non diminuisce ma cambia: c’è il senso dell’ammirazione. La mamma guarda il suo figlio ormai uomo, che è riuscito a farsi una strada, ad affermarsi, che è la continuazione di lei e del compagno della sua vita ma è soprattutto se stesso e lo ammira, lo ama con un amore in un certo senso estasiato. È il quarto periodo dell’amore della mamma.
Pensate alla gioia della Madonna nel vedere Gesù taumaturgo, che viene portato in trionfo nella Domenica delle Palme (certamente lei era presente). E pensate alla gioia della Madonna nei nostri confronti quando riusciamo a essere veramente noi stessi nella vita, secondo quel programma che il Signore ci ha indicato. La Madonna è contenta, ci guarda, ci segue con amore ammirato.
Ma qual è la vita che non ha le sue difficoltà, le sue spine, qual è la creatura umana che non ha momenti di dubbio, di sofferenza, di incertezza, di pericolo, magari di fallimento? Chi si trova allora accanto? Ancora la madre, la Madonna. Sul Calvario noi troviamo Gesù che soffre, ma accanto c’è sua madre ed è a lei che Gesù si rivolge, è a lei che indirizza l’ultima parola. Così per noi, Maria è il motivo ultimo della fiducia; qualsiasi momento viviamo, in qualsiasi difficoltà ci troviamo, qualsiasi ostacolo dobbiamo affrontare, quando ci sentiamo soli senza aiuto, senza speranza, è proprio allora che ci rivolgiamo a lei e diciamo: Mater mea, fiducia mea.
‘Signore, dì al Cuore Immacolato di Maria che dia anche a noi, un po’ del suo amore di tenerezza. E poi, l’amore di compassione, di partecipazione alla tua sofferenza sulla croce. Tu hai sofferto per noi, ma noi quante volte ti abbiamo guardato e crocifisso come un oggetto e non come una persona palpitante che ci parla, che vibra di amore per noi’.
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